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climatizzazione domestica

Manutenzione caldaia: come e quando farla

Manutenzione caldaia, un argomento sempre attuale con l’avvicinarsi della stagione fredda, che diventa bollente durante i mesi invernali. Da ottobre in avanti quindi i motori di ricerca su internet vengono sommersi da domande come “manutenzione caldaia, quando va fatta?” oppure “come fare la manutenzione della caldaia?“.

A queste e ad altre domande cercheremo di dare una risposta nelle prossime righe, fornendo un vademecum generale per un buon uso della vostra caldaia in modo da prolungarne il ciclo di vita e l’efficienza. Prima però è giusto ricordare che, secondo la normativa vigente (DPR 74/2013), tutti gli impianti termici sono sottoposti a controlli e manutenzioni periodiche. Questo significa che la manutenzione della caldaia è obbligatoria per legge.

Manutenzione caldaia: a chi spetta?

Una delle prime cose da chiarire è a chi spetti programmare la manutenzione dell’impianto. Nel caso di un condominio con riscaldamento centralizzato sarà l’amministratore condominiale, in quanto responsabile dell’impianto termico, a dover contattare un tecnico specializzato che possa svolgere le operazioni necessarie sulla caldaia.

Per quanto riguarda invece le abitazioni dotate di riscaldamento autonomo, contattare i professionisti per la manutenzione della caldaia sarà dovere del proprietario dell’appartamento o dell’affittuario. Lo stesso vale, ovviamente, anche per le unità immobiliari private.

Va bene, ma… chi paga?

Fatta luce su chi debba contattare il manutentore, passiamo al punto economico. Nel caso di contratto di affitto, si pone spesso il dubbio su chi debba sostenere il costo per la manutenzione della caldaia. Le spese per i lavori devono essere pagate da:

  • l’inquilino – quando si tratta di opere di manutenzione ordinaria (pulizia, controllo fumi, …), di spese di manutenzione dovute al normale utilizzo o quando un guasto o rottura dell’impianto derivi da negligenza o mancata manutenzione da parte dell’affittuario
  • il locatore – nel caso in cui vi sia necessità di sostituire la caldaia o alcune sue componenti in seguito a rottura per vetustà o caso fortuito, indipendente quindi dalla condotta dell’inquilino. Anche l’adeguamento della caldaia alle norme di legge è a carico del proprietario.

Manutenzione caldaia: cosa comprende?

La procedura completa si divide principalmente in due operazioni: la manutenzione ordinaria e il controllo dei fumi. La prima prevede una serie di controlli e prove tecniche che mirano a verificare il corretto funzionamento della caldaia. Il controllo dei fumi, invece, viene effettuato per valutare quella che è definita efficienza energetica del generatore. L’obiettivo è di verificare l’impatto ambientale dell’impianto, misurando la concentrazione di ossido di carbonio contenuta nel gas di scarico.

Tutte queste operazioni devono essere fatte da personale specializzato, cioè munito di patentino e abilitato dalla Camera di Commercio a svolgere l’attività di installatore e di manutentore d’impianti termici. Lo stesso personale qualificato deve rilasciare il rapporto del controllo termico al termine di ogni revisione. Questo documento deve essere allegato al libretto dell’impianto e fatto pervenire in copia all’autorità competente del Comune o della Provincia.

Manutenzione caldaia: quando farla?

Di base, il già citato regolamento 74/2013 in materia di controlli sull’efficienza energetica (diversi da quelli per la sicurezza) prevede specifiche scadenze per il controllo dei fumi e il rilascio del bollino blu:

  • su caldaie e condizionatori domestici a GPL, a gas e metano (inferiori a 100 kW e superiori ai 10 kW di potenza) i controlli devono essere eseguiti ogni 4 anni;
  • sugli impianti che funzionano con combustibile liquido o solido (con potenza inferiore a 100 kW e superiore ai 10 kW) i controlli vanno fatti ogni 2 anni;
  • per gli impianti di riscaldamento con potenza superiore a 100 kW i controlli sono annuali.

C’è poi la possibilità per le regioni e province autonome italiane di regolamentare diversamente tali frequenze, dando disposizioni specifiche.

Per le operazioni di manutenzione ordinaria, la frequenza è riportata dai fabbricanti della caldaia o delle altre componenti dell’impianto termico negli specifici libretti d’uso. La periodicità è quindi riportata in un apposito paragrafo, che definisce la frequenza degli interventi.

Contattaci senza impegno per avere tutte le informazioni di cui hai bisogno sulla manutenzione della tua caldaia e dei tuoi impianti termici. Programmeremo insieme le operazioni necessarie per prolungare la vita dei tuoi apparecchi e garantirne l’efficienza negli anni a venire.